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Anna scrive a Marco…(Parte 4)

E anche oggi mi ritrovo a scriverti caro Marco…

Ormai sono settimane che non ti vedo…

ma a me sembrano secoli…

è vero non ti ho più visto e non ti ho più cercato ma mi sono giunte delle voci…

delle parole…

dei nomi…

delle emozioni…

che riguardano te…

Mi è stato raccontano che l’altro giorno,appena hai sentito il mio nome,non hai capito più niente…

buio…

nero…

Anzi rosso!

Perchè ti sei limitato ad arrossire…

Quanto avrei pagato per essere li…per vedere il tuo viso imbarazzato…

molto probabilmente anche tu avresti voluto essere difronte a me a vedere il mio sorriso da ebete quando ho accolto la notizia.

Avrei voluto sentire le tue parole abbozzate,insensate,buttate li tanto per uscire da quella situazione scomoda…

Questa volta forse non avrei avuto paura di guardarti negli occhi…

Sai perchè?

Perchè forse sarei stata sicura di quello che mi sarei trovata davanti…

Cioè?

mmm…

è la quarta lettera che ti scrivo e tutte le volte ci giro intorno…

Mi è difficile dirtelo,mi è difficile ammetterlo…

Ma ormai io quando penso a te, ho una scritta gigante che mi appare nella testa.

A momenti la vedo anche scritta alla fermata del tram al posto dei minuti d’attesa

RIMPIANTO

è questa la parola…

Si mi pento di non averti dato una possibilità…

ma in quel periodo avevo altro in testa…

Vedi Marco! Lo sto facendo ancora! ci sto girando intorno!

Tu hai bisogno di Parole con la P maiuscola…

di una risposta concreta che centra il bersaglio e che risponda a tutte le tue domande…

Marco io…

Cazzo non riesco neanche a scriverlo!

Perchè queste non sono solo parole…

è il mio cuore…

Riproviamo…

Facciamo un bel respiro…

ok…

1…2…3…

Marco sono cotta di te…

Anna scrive a Marco…(Parte 3)

Anna scrive a Marco…(Parte 2)

Anna scrive a Marco…(Parte1)

   

Mi ricordo ancora quella volta che sei venuto a chiedermi il mio numero di telefono.

Io stavo cercando una persona e tuti sei avvicinato.

Non mi è mai piaciuto guardare negli occhi una persona ma quella volta ho osato… mi hai trafitto con lo sguardo…e io ho arrossito come al solito abbassando la testa…

Nella mia mente mi chiedevo come mai avevo avuto quella reazione ed ero arrivata alla conclusione: era solo opera del contatto visivo così diretto.

Per allontanarmi da quella situazione imbarazzante ti ho semplicemente chiesto dove poteva essere la persona che stavo cercando… E tu mi hai detto:” Non lo so…non è che mi dai il tuo numero?”

Rimasi sorpresa da quella tua richiesta, ma non ci feci neanche più del tanto caso…     

 
  

La sera stessa ricevetti un messaggio con scritto: Ciao sono Marco Come stai?

Stavo collassando con il telefono in mano mentre ridevo come una cretina. Il mio cuore ha incominciato a battere all’impazzata…

è stato bellissimo e terribile allo stesso tempo…

E adesso

capivo meglio il rossore del pomeriggio…

Ed ecco che spuntano per l’ennesima volta le parole di una canzone…

ormai questi versi mi sta tormentando,ma mi appartengono così tanto che non ne posso fare ameno…

Marco lo sai qual è il motivo?

E come sempre
Ritorni te
Che cosa resta
Quando parli con me
E nonostante
Tutto mi dice no
Quando ti guardo
Le risposte ce l’ho

 

Anna scrive a Marco…(Parte 2)

Anna scrive a Marco…(Parte1)


							

Pensiero del giorno…

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Tante, troppe le parole che ho scritto
Tante, troppe le reazioni di getto
Quante volte ho cercato riparo
Dentro un ricordo sempre lo stesso
Ogni sera a costruire un castello
Dove chiudo tutte le tue parole
Paure, se piove
Per fermare tutto solo un momento

Immagine

Ciao Melissa…

Ciao Melissa,

com’è il mondo lassù? spero sia molto meglio di questo…

L’altra sera avevo appena finito di mangiare, stavo sparecchiando la tavola e su canale 5 c’era il Tg.

Una notizia mi ha sconvolto: Brindisi un attentato in una scuola muore una ragazza e un ferito grave.

Il mio cuore si è gelato.

Mi è mancato il respiro.

Sai Melissa io sono una tua coetanea

anche io come te ho 16 anni…

Anche io come te quel Sabato mattina,mi sono svegliata presto e svogliatamente,per andare a scuola e per realizzare i miei sogni.

Anche io ho preso l’autobus…

Anche io sono arrivata a scuola alle 7,45…ma a differenza tua, io sono riuscita ad entrare…

Io ho dormito la prima ora sul banco…

ignara di tutto,mentre tu,molto probabilmente, dormivi già in eterno.

Sai Melissa, la tua amica Veronica sta già un po meglio e ti ringrazio per questo,perchè sono sicura che sia opera tua…

Opera di un angelo meraviglioso…

di quelli con le ali grandi e luminose…

 

Sai, quando qualcuno dice una cosa divertente e io rido, mi giro sempre a vedere se fa ridere anche te.
Anche quando non ci sei, io mi giro a cercarti.

Ciao Marco,

si sono ancora io…Anna.

Non ci siamo piu visti…

Oggi mi è venuta in mente questa frase e ho pensato a te.

Ho voluto scriverla,perchè una frase scritta nero su bianco,ha totalmente un effetto di verso di una frase detta a voce…

un effetto forte che racchiude tante emozioni…

E queste emozioni portano tutte il tuo nome…

Mentre scrivevo ecco che alla radio trasmettono questa canzone…

Innervosita chiudo il block notes…questa canzone ha centrato il bersaglio: il mio cuore…

E sai perchè?

Perchè parla di te…di me…di tutta questa storia…

Incomincio ad agitarmi dicendo:

“Devo spegnere la radio!”

“Dove cazzo ho messo il telecomando?!”

“Basta questa musica!”

“Basta queste parole!”

“Lacrime infami! traditrici! smettetela di scendere!”

“Basta M…”

Il tuo nome non riesce ad uscire dalla mia bocca…

Non riesco ad associarlo alla parola “basta”.

Mi sdraio sul letto di camera mia e schiaccio qualcosa di duro…

“Fottuto telecomando!”

La canzone è finita e spengo la radio prima di scaraventare il telecomando dall’altra parte della stanza…

Sdraiata guardo il soffitto bianco…lo fisso…

Rimango li per ore e morfeo mi apre le braccia…

Anna scrive a Marco…(Parte1)

Anna scrive a Marco…(Parte 3)

Mi fermo, mi tolgo i miei tacchi e corro.

Corro con il vento.

Non so perché lo faccio … dove mi fermerò e dove me andrò … ma corro.

La gocce di pioggia, che mi bagnano il viso,si confondono con le mie lacrime amare e penso che siano quelle che non ho versato in tutti questi anni.

Da lontano vedo il mare che pian piano si avvicina. È una distesa di acqua grigia.

I miei piedi indugiano sulla sabbia umida e fredda e tra le dita si infilano piccoli granelli.

Con quel contatto mi rilasso e mi fermo.

Non corro più.

Cado sulle mie ginocchia fragili  e incomincio a tirare pugni alla sabbia urlando e piangendo di disperazione:”Perché a me?Perchè tutto questo?”.

Alzo lo sguardo.

Riconosco la risata di una bambina .

La mia. Eccomi con papà in acqua.

Ho appena imparato a nuotare e mi diverto come una matta. Lui ride insieme a me. Andrea invece, è sotto l’ombrellone a fare i castelli di sabbia con mamma e anche lui si diverte.

Io e papà usciamo dall’acqua e mamma ci sorride. La famiglia perfetta…

io la sto distruggendo con la mia malattia è tutta colpa mia…

Ad un certo punto sento un’altra risata…una più adulta.

Si sono sempre  io,però sono in compagnia di un ragazzo e non più della mia famiglia. Lui è Luca. È il primo e l’ultimo ragazzo che ho portato a casa.

Eccoci in spiaggia…felici,spensierati,innamorati e pieni di voglia di vivere…ma io sono riuscita a distruggere pure questo con la mia malattia. Ci siamo lasciati un giorno d’autunno. L’ho lasciato per non fare in modo che soffrisse e scoprisse della mia malattia.

Sarebbe stato un colpo grosso per lui e non volevo caricarlo di mille responsabilità, perché per quello c’era già la mia famiglia.

Adesso cammino verso l’acqua. È fredda… ma non mi importa.

Man mano che vado avanti il mio corpo si immerge nell’acqua salata….

Il silenzio è pieno di tutto e di niente,

 Il silenzio è morte e io ho paura del silenzio…

 Perché stare in silenzio vuol dire acconsentire e non essere capaci di ribattere.

E oggi io non sono capace di ribattere e acconsento al silenzio…

La paura del silenzio…-Parte 3-

La paura del silenzio…-Parte 2-

La paura del silenzio… -Parte 1-

Per me…

Per me...

Le 7 regole che non riesco mai a rispettare…

 

Ho iniziato a 6 anni a tifare Inter…

Non sono mai stata una tifosa sfegatata,

So a malapena come si gioca a calcio… eh si! sono una di quelle che non ha mai capito il fuorigioco.

I nomi dei giocatori non li so… i numeri non ne parliamo…

Ma devo dire che questa partita me la sono vista.

Ho goduto come una pazza nel vedere i giocatori del Milan umiliati e soprattutto nel vedere quei traditori—>Ibra e Muntari…che rimpiangevano delusi i tempi passati all’Inter che, nonostante quest’anno non sta facendo un granché, con il Milan cerca di vincere sempre!!!!!!

Forza INTER!!!!!

I piedi incominciano a farmi male…
Il mio vestito si è già tutto inzuppato e ora è appiccicato al mio corpo,o meglio dire,alle mie ossa…
Mentre cammino sul marciapiede,le macchine passano sopra le pozzanghere e mi lavano.
Qualcuno suona il clacson e io,come al solito,divento rossa come un pomodoro. Disolito,in queste situazioni,mi era solito nascondermi dietro i miei capelli lunghi.
I passanti mi guardano male…
Alcuni si limitano a fare qualche battuta sul mio abbigliamento insolito,per altri invece è come se esistessi solo io…incominciano a fissarmi da quattro metri di distanza,fino a quando non li ho oltrepassati.
La gente del paese parla…
La gente qua mi conosce e quando passo davanti alla vetrine dei negozi,dove mi era solito andare,i proprietari mi fissano increduli.
Chissà cosa pensano di me…non mi vedono da un mese e adesso mi rincontrano con una sciarpa in testa,un vestito zuppo e con un corpo maledettamente magro.
Passo davanti al fruttivendolo.Quello di Maria.
Lei mi conosce da quando ero piccola e mi aveva soprannominato ”Monichina” il diminutivo del nome di mia madre,perché diceva che eravamo identiche.
All’interno la vedo che serve ad un cliente. Andrea le ha detto che sono partita e lei continua a chiedere mie notizie.
Il cliente ha appena lasciato il negozio e io non faccio altro che fissarla.
Eccola mi ha visto. Apre la bocca per farne uscire un “ciao” ma non sento alcun suono.
I suoi occhi scuri mi scrutano.Sono scioccati,spaventati e quasi increduli. Abbasso lo sguardo e me ne vado…
Giusto dieci passi e sento la sua voce che mi chiama,ma io continuo a camminare e adesso corro nonostante il dolore ai piedi…
Dove sto andando?Perchè corro?
Non lo so…

La paura del silenzio… -Parte 1-

La paura del silenzio…-Parte 2-

La paura del silenzio…-Parte 4 Ultima-

Indosso un vestito,quello piu bello che ho…

Mi guardo nello specchio…

Vedo una donna fragile…magra come un grissino…

Le mie gambe sono sottili come le gambe del comodino che ho di fianco…

In qualche modo posso finalmente dire che i miei capelli non assomigliano ad un mocio Vileda,visto che non ce li ho più…quel pensiero mi fa ridere. In un certo senso sono anche contenta di averli rasati…

Indosso gli orecchini che mi ha regalato mio fratello…

Vado a prendere le mie scarpe…quelle piu eleganti…tacco 12 nere lucide…sono così fragile che non so se riuscirò neanche a camminare…ma ci provo. Ne vale la pena…

Mi avvolgo la sciarpa intorno al collo ed esco, anche se me l’hanno proibito tutti.

Mente faccio per chiudere la porta,la riapro e rimango a fissare all’interno…

Guardando la sala riesco a vedere io e Andrea da piccoli che giochiamo con le costruzioni sul tappeto,mentre papà guarda la tv. Nella cucina vedo mamma che preparara le sue lasagne fantastiche. Indossa il grembiule con fiori,quello che piace a me e sento persino l’odore della cena.

Nella mia camera vedo il pc acceso.La mia parte è tutta ordinata e quella di mio fratello è un casino.

Il rumore di un tuono mi risveglia…penso di prendere l’ombrello ma non lo faccio e chiudo la porta.

Scendo le scale fino ad arrivare per strada. Una folata di vento mi rinfresca la faccia e mi fa raggelare.

Istintivamente faccio per togliere i capelli che non ho dalla faccia e adesso però penso a quanto avrei rivoluto indietro quella massa informe sulla testa…quella che ho sempre odiato. La mia gonna si alza leggermente scoprendo le mie gambe sottili. Mi viene la pelle d’oca e un brivido mi sale su per la schiena…

Tolgo la sciarpa dal collo e me la avvolgo in qualche modo intorno alla testa che ho lasciato scoperta e mi dirigo verso il mare.

Incomincia a piovere…

Link -Parte1-

La paura del silenzio… -Parte 1-

La paura del silenzio…-Parte 3-

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