Latest Entries »

Grazie…

Non sono mai stata brava a dimostrare affetto.
Neanche con te ci sono mai riuscita, ma nonostante tutto ciò, ti volevo di un bene indescrivibile.
Ora mi hai lasciato un vuoto dentro che non va più via, sicuramente si affievolirà con il tempo, ma sarà eterno. Te ne sei andato nel pomeriggio del 29 Gennaio, ci hai lasciato tutti senza fiato, con le lacrime agli occhi. Mi spiace non averti mai detto quanto ti voglio bene, mi spiace non averti mai detto niente quando eri all’ospedale e lottavi tra la vita e la morte, mi spiace non essere riuscita neanche a scriverti qualcosa da leggere al tuo funerale, mi sono semplicemente limitata a piangere,sempre, tutte le volte.
Te ne sei andato troppo presto, sognavo di farti conoscere i miei figli un giorno e mi permettevo di farlo, perchè non avevi neanche 70 anni…
Tu, amante dell’acqua, del mare, della pesca e dell’aria pulita, ti sei lasciato uccidere dalle sigarette e da quel tumore ai polmoni che ti ha travolto e in due anni ti ha mangiato anche l’anima.
Ormai ti aveva trasformato, eri diventato burbero e poco paziente e anche fisicamente… eri dimagrito tanto.
Ti ho stimato fino alla fine.
Ho stimato quella persone, quell’uomo sorridente con una cicatrice sul petto, il taglio di quell’intervento, quello per tirarti via quel polmone ormai malato.
Mi ricordo ancora, quando sognavo ad occhi aperti, mentre mi raccontavi come hai conosciuto la donna che sarebbe diventata tua moglie. L’hai incontrata alla stazione di Palermo, giovane,bellissima,capelli lunghi e occhi verdi. Ed è stato amore a prima vista.
Ecco, quella donna è la donna con cui hai avuto quattro figli, ed è la donna che è stata accanto a te per 50 anni, fino al tuo ultimo respiro.
Ho sempre ammirato il tuo coraggio, il coraggio di un uomo, che un giorno, ha abbandonato la sua cara e amata terra sicula, per fare più di 12 ore di macchina, dirigendosi e andando a vivere a Milano.
Anche se non lo sai,ho preso molto da te, il tuo essere duro ma allo stesso tempo buono come il pane, il tuo mettere prima di te gli altri, la tua passione per il cibo, la tua generosità che usciva quando non ti facevi pagare per dei lavori di muratura fatti a casa dei vicini.
La tua bontà era infinita…
Maledette sigarette…maledetti quei pacchetti che all’età di 5 anni ti buttavo di nascosto nel cestino.
Perchè non hai ascoltato quella bambina?
Mi mancano i tuoi abbracci, mi manca sentire la tua barba che mi pungeva le guance quando mi baciavi, mi manca andare a fare i giri con te, come quando ero piccola. Mi manca trovarti sul divano davanti alla tv la domenica pomeriggio, quando venivo a casa tua a trovarti. Ora quella casa è così silenziosa senza di te…
Grazie… grazie per questi 19 anni passati con te, grazie per avermi insegnato il rispetto e i valori di una famiglia unita come la nostra, nonostante le incomprensioni, grazie per la pazienza che hai avuto con me quando non mi facevo sentire, grazie per avermi trasmesso la passione per la musica italiana, vecchia e nuova.
Grazie per i piccoli gesti, come quando andavi al bar e non ti mangiavi il biscotto che ti davano con il caffè, solo per portarmelo quando sapevi che ero a casa tua che ti aspettavo.
Grazie di tutto, sarai sempre parte di me, proteggimi da lassù…spero ti arrivi la mia voce…
Ah dimenticavo…
Ti voglio bene nonno.

…Così diventa tutto piccolo,anche le notti là in America, ti volti e vedi la tua vita come la scia di un elica. Ma si, è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto,anzi, si sentiva già felice e ricominciò il suo canto…

Annunci

E se Marco incominciasse a scrivere ad Anna??

Che accadrebbe??

Questo altro capitolo di questa Love Story, la dedico a quelli che si sono appassionati ad Anna scrive a Marco…

Sempre se ce ne siano stati…

Se è così, cari followers, non perdetevi  Marco scrive ad Anna…

Un Saluto

Una Piccola Donna…

Cara Anna,

La prima volta che ti vidi ero in un posto dove io non centravo quasi niente con la gente che era li…
Ero un po’ sbandato? Fuso? Problematico?
Non ero un tipo a posto…
Ero il tipico ragazzo che usciva con quelle persone definite “brutta gente” .
Venivo da un passato difficile e non ero visto molto bene dal resto della compagnia in cui mi sono trovato poco dopo…

Dicono di me che sono una stupida frase da dire davanti ad un caffè

Diciamo che sono stata catapultato in quella che poi è diventata la nostra cerchia di amici, giusto per farmi mettere un po’ la testa a posto…
Tu sembravi così ingenua rispetto a me.
Carina, con la faccia pulita da bambina ma con il corpo da donna.
E che donna!!!!
Vabbè tralasciamo…
Comunque eri così minuta,silenziosa…
Ma quando sorridevi parlavi,eccome se parlavi…
Ti ho tenuta d’occhio tutta la serata e tu non te ne sei accorta.
Facevo lo scemo,tanto che,quando ti sei presentata a tutti e hai detto il tuo cognome ho esordito dicendo:

-“Come il giocatore del milan! Tieni il milan?”

– “No sono interista…”

Ammetto che mi hai deluso con questa tua risposta, ma il sorriso che hai aggiunto alla fine…
ha fatto sorridere anche me e ha fatto morire dalle risate il mio amico interista accanto a me.
I tuoi gesti erano così leggeri… il modo in cui accavallavi le gambe, come tiravi indietro quei capelli lunghi e castani con le mani…
E  quegli occhi.
Occhi profondi e così scuri da non riuscire a distinguere neanche la pupilla…
Mi piacevi e di conseguenza facevo l’idiota con il mio amico per attirare la tua attenzione.
Ti osservavo,anzi ti stavo proprio studiando con lo sguardo,ma tu non facevi una piega e non ti giravi neanche verso di me.
Anche perché figuriamoci se una ragazza così carina mi avrebbe minimamente calcolato.
Troppo diversi, tu non ti saresti mai messa con uno come me…
“Sarà che le regine non scelgono i plebei” diceva J Ax
Ed è proprio vero…
Che poi magari eri pure fidanzata e io già pensavo a cosa avremmo potuto fare insieme.
Scemo.
E poi io non volevo mica una cosa seria!!
volevo divertirmi un po e oltretutto non mi sembravi neanche la ragazza giusta per farlo…
Troppo seria, troppo brava per me…
Però mi attiravi.
Mi viene da ridere.
Io che sono sempre corso dietro a quelle facili e non ho mai avuto una storia seria,adesso sono attratto  da una come te…
Parliamone…

Dicono di me,
che sono un serpente con ali da diavolo e un cuore da re…
Ecco perchè, nessuno sa.
Ecco perchè, nessuno sa.
Ecco perchè, nessuno sa.
Nessuno sa….

Che avrei soltanto l’amore per lei…

Le persone come me…

23901_149021931908863_846217265_n

Hai presente la sensazione di quando si viene sfiorati solo con un dito e ti sale un brivido lungo la schiena??
Succede con le persone che hanno il cuore aperto,che rischiano e sono state coraggiose nel rischiare di amare…
Sono quelle persone che amano,amano e amano…
E che per la prima volta se ne fregano delle future conseguenze e di quanto dovranno soffrire,perchè sanno che ne vale la pena di rischiare…
Sono semplicemente le persone come me…

Francesca Abate

941721_458194194272734_1838251114_nf

orsacchiotto_grandeTeddy e i suoi genitori si trovarono di fronte alla mia casa si arrampicarono sui tubi dello scarico e arrivarono fino alla mia finestra.
Appena li vidi mi lacrimarono gli occhi e aprii subito, abbracciai Teddy, mi raccontò tutte le avventure che aveva vissuto in città.
E soprattutto il momento quando ha incontrato i suoi genitori.
I genitori di Teddy incominciarono ad avere una faccia triste e allora io e lui gli chiedemmo come mai e ci spiegarono che dovevano ritornare al negozio, che poi Teddy scoprì che era magico. Dovevano ritornare perché il negozio aveva avuto una crisi economica e che altrimenti avrebbe chiuso, e quando si chiude un negozio nel paese magico tutti i peluche si polverizzano. In quel momento mi resi conto che lo dovevo salutare e mi venne il magone in quello stesso momento dissi a Teddy che era arrivato il momento di lasciarci avevo già immaginato il nostro addio ma non lo avevo immaginato così drammatico, se ne andarono via volando verso il cielo, verso le nuvole di una serata serena, in quel momento mi sentivo felice, perché, anche se, se n’era andato, comunque aveva ritrovato la sua famiglia. A un certo punto sentivo un suono tipo, una musica e mi accorsi che era classica, cominciai a battere le palpebre e mi trovai in casa mia nel mio letto, mi ero addormentata intanto che leggevo, mi accorsi che avevo sognato. La prima cosa che vidi era Teddy seduto sulla scrivania rivolto verso la finestra che guardava il cielo, provai a chiamarlo ma mi accorsi che era diventato un normalissimo peluche.

PeterPan(450x300)

-Anticipazioni- La Mia Vita Con Teddy

-Capitolo 1- L’arrivo di Teddy

-Capitolo 2-Teddy ma cosa hai fatto?!

-Capitolo 3-Teddy: odio fare il bagno!

-Capitolo 4-Teddy dove sei finito?

Ted_seth_macfarlane_01
La mattina del 20-2-04 mi svegliai e non vidi Teddy mi spaventai subito e allora sbalzai giù dal letto e lo trovai sotto i miei piedi.
Lo tirai su preoccupata e vidi che non si era fatto niente essendo una peluche.
Andai a scuola, ritornai a casa, mangiai e infine andai a letto.
Quella sera avevo voglia di scrivere sul mio diario segreto, scrissi che non ce la facevo più per Teddy perché era diventato un problema tenerlo nascosto da mia madre e anche perché mi faceva preoccupare troppo e soprattutto faceva una marea di pasticci. Io e Teddy andammo a letto, durante la notte Teddy si alzò per andare a bere, vide il mio diario sopra la mia scrivania e lesse tutto quello che avevo scritto.
Teddy scoppiò in lacrime si sentiva ferito e un po’ troppo giudicato prese lo zainetto di una mia vecchia bambola e ci mise dentro due biscotti. Scese le scale e se ne andò via di casa.orsetto scassato
Teddy non pensava che pericoli potesse affrontare là fuori, era però arrabbiatissimo con Francesca. Dopo un po’ che camminava si accorse che si era allontanato troppo di casa, ma continuò ad andare avanti superò la città senza rendersene conto, più in là si fermò e mangiò un biscotto, si rimise a camminare e vide un cassonetto della spazzatura. Era aperto, per curiosità andò a vedere dentro e scorse due orsacchiotti come lui un po’ più grandi si accorse che quelli erano i suoi genitori. Teddy non scoppiò a piangere perché si accorse che erano vivi e avevano solo una cucitura al collo, per colpa della taglierina, si abbracciarono, gli raccontò quello che era successo a casa di Francesca e i genitori gli dissero che aveva fatto una cosa sbagliata e che era giusto che tornasse indietro.
Allora Teddy, che non voleva lasciare i suoi genitori, decise di portarli con sé fino a casa. Erano le sette del mattino mi svegliai perché avevo sete, non vidi Teddy, in quel momento il cuore mi andò in gola e cercai Teddy ma non lo trovai poi vidi che c’era il mio diario aperto sulla scrivania e capii che Teddy aveva letto il mio diario, scoppiai in lacrime, avevo visto anche che mancava lo zainetto della mia bambola allora capii che se n’era andato. Lo aspettai per più di una settimana, ma non ritornò e persi le speranze di ritrovarlo.

l

-Anticipazioni- La Mia Vita Con Teddy

-Capitolo 1- L’arrivo di Teddy

-Capitolo 2-Teddy ma cosa hai fatto?!

-Capitolo 3-Teddy: odio fare il bagno!

orsetto_di_peluche_foto_di_fabio_chiesaIl giorno seguente la mamma mi svegliò presto dicendomi che per tutta la giornata fino a tardi non ci sarebbe stata poiché doveva lavorare; la mamma se ne andò chiudendo la porta e ritornai a letto.
Alle 10:00 Teddy mi svegliò con la colazione a letto, con un cappuccino caldo una brioche fatta in casa io lo guardai e lo abbracciai ringraziandolo. Feci: colazione, il letto, mi vestii e chiacchierai  un po’ con Teddy e mi disse che non aveva mai fatto il bagno da quando era nato perchè odiava fare il bagno allora io gli proposi: “Fallo adesso! Se vuoi, ti do una mano a lavarti il pelo? “ Teddy mi guardò col magone e andò a piangere sotto il letto, io consolandolo lo feci uscire e andammo in bagno gli preparai la vasca con un prodotto al cioccolato; allora Teddy più invogliato entrò in vasca e mi disse: “E’ bellissimo stare qua dentro! È……… come dire…?! rilassante!”, io risposi fiera di me: “Eh già!”.
Gli lavai il pelo e lo asciugai con l’asciugamano che si era dimenticata mia cugina e andammo insieme in cucina.
Teddy mi preparò un delizioso “pranzetto” mangiammo e sparecchiammo poi andai a profumare con un mio profumo Teddy ed erano già le 19,00.
Allora andammo in camera mia e ci sedemmo sul letto in quel momento c’era un bel silenzio allora feci una domanda a Teddy: “Ma…..tu non hai dei……….GENITORI?”.
In quel momento Teddy scoppiò a piangere sulle mie gambe allora cercai di consolarlo ma non servì a nulla dopo un bel po’ Teddy si alzò e mi raccontò com’era andata e mi disse che i suoi genitori sono morti per colpa di una taglierina. Allora gli chiesi: “Come?” lui rispose che in quel periodo stavano facendo i lavori e c’era questo signore che per aprire uno scatolone pieno di peluche, molto distratto, tagliò leggermente la testa di entrambi i genitori davanti a Teddy.  Teddy mi disse: “E’ grazie alla tua amica Martina se sono qui?!”
Io sospirai: “Perché la vita, certe volte è così ingiusta?” e anche Teddy sospirò.
Non c’eravamo neanche accorti che erano già le 19:45 a quel punto sentii la chiave girare e entrò la mamma che mi fece da mangiare sparecchiai e andai a letto.
Andai a letto con Teddy e mi fece una domanda: “Tu ce l’hai un papà ?” e io gli dissi di si ma che adesso era partito per lavoro! Dopo un po’ ci addormentammo.
Per colpa di Teddy non riuscivo a dormire bene perchè si continuava a girare.

7919980018_9be162d2a8

-Anticipazioni- La Mia Vita Con Teddy

-Capitolo 1- L’arrivo di Teddy

-Capitolo 2-Teddy ma cosa hai fatto?!

orsettoIl mattino seguente dovevo andare a scuola la mamma mi svegliò salutai Teddy e andai a farmi una bella doccia, dopo feci il letto, salutai ancora Teddy raccomandandogli che in mia assenza non doveva toccare niente. Teddy rispose: “Ok!” Chiusi la porta della cameretta scesi in soggiorno,dove mi aspettava la mamma. Arrivati davanti a scuola, la campanella suonò subito. DRIIIIIIIIIIN!!!, tutto il giorno pensai a Teddy come se la stava cavando a casa. A un certo punto la maestra mi sgridò dicendo: “Francesca! sei con noi o sei su un altro pianeta!” tutti i mie compagni incominciarono a ridere e io in quel momento mi sentii umiliata davanti a tutti. Tornai a casa da sola era molto preoccupata, per tutta la strada speravo che Teddy non si fosse fatto male e non avesse combinato un pasticcio a casa. Arrivai davanti alla porta feci un sospiro girai la chiave chiusi gli occhi aprii la porta e non trovai un pasticcio ma ben sì una casa in ordine, pulita e profumata, allora gli chiesi : “Teddy ma cosa hai  ?! “ e lui  mi rispose: “ho messo in ordine?!”
Io dissi: “Va bene non c’è niente di strano! ma… adesso chi glielo dirà alla mamma che sei stato tu a pulire?”
Teddy mi rispose: “Non le dirai che sono stato io ma le dirai che sei stata tu!” e io: “Geniale Teddy!Batti cinque!”
La mamma doveva tornare alle 18:30 ed erano già le 18:00 intanto parlai con Teddy di certe curiosità per esempio da dove proveniva e Teddy rispose: “Da un semplice negozio! “ e io pensai che venisse da un negozio magico.
Intanto era già passata mezz’ora e la mamma doveva arrivare a momenti a un certo punto suonò il campanello:-DLIND…DLOND !-………..Io non sapendo cosa dire alla mamma andai subito ad aprire la porta e lei entrando fece un sorriso e disse:” Sto sognando o è tutto vero? neanche una domestica sà pulire così bene “ , mangiai e andai a letto tardi visto che l’indomani potevo dormire, era Sabato; trovai già Teddy appisolato, spaparacchiato sul letto e mi addormentai vicino a lui.

-Anticipazioni- La Mia Vita Con Teddy

-Capitolo 1- L’arrivo di Teddy

20121120211920-GIO50185 ORSO CM

Tutto incominciò da un sogno: il giorno del mio compleanno 6-02-2004 alla festa con i miei compagni di classe, dove compivo otto anni.
Dopo che furono arrivati tutti i clown, fecero dei numeri e poi ci gonfiarono dei palloncini a forma di gatto, cane ecc …
Poi arrivò il momento della torta e sussurrai: “Che buona non vedo l’ora!”
Il clown disse: “E adesso…………i regali!”
E così facemmo io ero molto emozionata e felice e li aprii subito e ricevetti: un carillon, una barbie sirenetta, una Ayglam (un’altra bambola che andava di moda  in quel momento) ecc…….
Io mi accorsi che ero arrivata già all’ultimo regalo che era in un sacchetto d’oro lo aprii e trovai un pupazzo il quale era un orso di peluche che per me non valeva niente.
Tornati a casa, controllai bene cosa mi avevano regalato, misi la mano dentro il sacchetto e presi in mano il peluche, lo guardai e mi fece l’occhiolino, io terrorizzata lo feci cadere a terra e lo ripresi in mano in modo insicuro, pensai che magari poteva essere un buon amico di giochi e a un certo punto gli feci una domanda:”Sono fortunata ad averti come amico?”
Lui si rianimò e mi rispose: “Sì molto, anzi!”.
La mamma mi chiamò e piombò in camera mia in quel momento l’orsetto diventò un normalissimo peluche, la mamma mi chiese: “Con chi stai parlando?” e io risposi: “Fra…. me…. e…. me!”,  la  mamma mi guardò in un modo strano e sene andò.
Io feci un’altra domanda al peluche: “Come hai fatto a sembrare un peluche vero?” lui disse: “E’…..magia!”
Pensavo a come avrei potuto chiamarlo e allora glielo chiesi: “Ti potrei chiamare …Teddy !ti va bene,vero Teddy?- “Si è perfetto! Fantastico!” mi rispose lui.
La mamma mi chiamò: “Francy ! corri subito a letto! che domani vai a scuola!”
Quella notte non riuscivo a dormire allora spiegai cos’ era la scuola a Teddy; quella giornata era stata bellissima piena di cose nuove e tanta allegria.